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La Mitologica Terra del Vino

Cari lettori, oggi il nostro blog si sposta un po’ dall’arte culinaria per approdare nel mondo vinicolo, il quale è sempre il benvenuto tra le nostre ricette.


Come potevamo non parlare dei nostri vini e quindi eccoci qui a raccontarvi una parte della storia vinicola calabrese.



In realtà, forse questo vi potrà stupire, ma pare che la Calabria sia stata una delle prime zone di produzione del vino e questo è testimoniato dalla presenza di molti vitigni autoctoni e non solo perché una testimonianza ulteriore perviene dai Greci, i quali conoscevano la Calabria con il nome di “Enotria” ovvero “la terra del vino”.


Il vino calabrese è sempre stato di ottima qualità a tal punto che quest’ultimo veniva offerto come premio ai vincitori delle Olimpiadi.


Se ci pensate però la Calabria ha proprio i climi ideali per la coltivazione dell’uva, che una volta lavorata conferirà carattere e gusto unico ai vini prodotti da essa.

Oggi in questo articolo vogliamo darvi qualche accenno in merito alla cultura vinicola calabrese, approfondiremo sicuramente nei prossimi post.



Perché la Calabria è la terra del vino?


Come ben saprete la Calabria è costituita da una bellissima particolarità paesaggistica e cioè è contornata da kilometri e kilometri di coste separate longitudinalmente da catene montuose.


È proprio questa caratteristica che si ripercuote poi sui climi presenti nel nostro territorio rendendo questa terra fertile nella produzione vinicola.


I vini prodotti sono tantissimi: rossi, rosati, bianchi e da qualche tempo, nonostante la crisi vinicola dopo il 2011, la Calabria ci offre anche spumanti.



Allo stesso modo sono numerose le zone di produzione: nel territorio cosentino abbiamo le “terre di Cosenza” che comprendono a loro volta altre 7 sottozone: in queste zone si producono vini rosati e leggeri ma anche vini bianchi come il “Greco bianco” e “Guarnaccia”.


Spostandoci verso sud abbiamo invece, il “Lamezia DOC”, il “Greco nero”, il “Trebbiano toscano”.


Sulla costa ionica come non nominare il famosissimo “Cirò DOC” che fino a pochi anni fa aveva una forte componente alcolica e un alto livello di tannini che oggi si mantengono bassi nonostante il vino mantenga più o meno lo stesso colore.


Reggio Calabria è la zona della denominazione “Bivongi DOC”, ma sono frequenti anche vini ottenuti con uve antichissime come il “Greco nero” e la “Nocera”.


Infine la zona di Locri ha la particolarità dei vini rari, come il “Mantonico" il quale è sottoposto ad un leggero appassimento ma anche il “Greco bianco DOC” il quale è talmente tanto raro da essere prodotto solo in poche quantità.



Insomma, diverse qualità per soddisfare tutti i palati!

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